sabato 17 maggio 2008

Non siamo mica gli americani


Oggi mi è successa una cosa un po' strana. Domani parto, ritorno in Italia, questo è il mio ultimo blog clevelandese. Camminavo per downtown in un ultimo shopping, guardavo un po' tutto sapendo che era l'ultima volta che lo vedevo, e mi trovo di fronte questo cartello! Ciai Cleveland, cosa vuoi di più? Beh, forse qualcosina, mah, non è proprio il centro del mondo. Cmq potrei scrivere infinitamente su questo. Ma voglio invece chiudere con qualcosa di positivo sugli americani. Si perchè penso che in Italia abbiamo un'immagine un po' distorta. Gli americani sono gentili, praticamente sempre, senza secondi fini. Ti salutano per strada, ti chiedono come va in continuazione, fanno due chiacchere anche se non ti conoscono se sei alla fermata del bus, o in mensa. Mi sa che piacerebbero alla Chiara. A Chicago a momenti litigavo perchè non mi serviva aiuto colla mappa, nonostante fossi in strada e la stessi guardando, gentile signore, grazie, ce la posso fare! Poi qui la gente è talkative, chiacchiera tanto, ma non in senso negativo. Vai a una festa, e tutti chiaccherano, e tu chiaccheri con uno, mezzora, e poi con un altro, mezzora, e così fino alla fine della festa. Che dici, ma che cosa gliene potrà fregare di quello che gli sto dicendo. Chiaccherano, gli piace, a prescindere. Poi sono polleggiati. Polleggio, non c'è fretta, non c'è scazzo, si fa una cosa, con calma, poi un'altra, con calma, e via dicendo. Niente incazzi, qualche chiacchera, essere gentili. E infine, ma non so se è un pregio, sono sciatti. Per certi versi lo è, quando ti metti una maglietta a caso addosso e sei perfetto per ogni situazione, lo è!
Mi sembra chiaro che mi piace la gente qui. Ho scritto tante cose ma niente sulla gente, e visto che non sono male questo post era necessario. Per concludere, visto che tra una decina di ore ho l'aereo, per rimarcare le differenze culturali, e per prepararmi psicologicamente al ritorno in italia, vi lascio con un grande classico pop. Non siamo mica gli americani, intendetela come volete ;-)

lunedì 12 maggio 2008

Semiotica della lasagna


La nostalgia porta a rifugiarsi nel cibo, ma il cibo porta nuove nostalgie. Mentre mi accingo a lasciare questa Case Western Reserve University non posso che ritornare con la mente ad uno dei momenti più alti della mia permanenza qui e, non esagero, della mia intera carriera di semiotico. La mia presentazione dedicata alla lasagna. Ora, ci sono una serie di ragioni teoriche che non pretendo possiate capire. Si tratta di faccende legate all'analisi dei testi istruzionali, come le ricette, e alle strutture cognitive implicate nella preparazione del cibo. Poi a loro qui che sono cognitivisti piace pensare che la cucina sia uno dei tratti identificativi della specie umana, in cui sono presenti tutte le caratteristiche di un alto livello di cognizione. Quindi da qui nasce l'idea della mia piccola presentazione/performance con tanto di degustazione per i fortunati partecipanti di un paio di ruole di lasagne preparate da me per l'occasione. Oltre chiaramente a un paio di schematizzazioni teoriche con riferimento indessicale alla lasagna stessa proiettata. Non posso quindi che autoesaltarmi a questo punto e affermare che, dopo la zuppa al pesto, è ormai tempo di passare a una semiotica della lasagna. Questo post è chiaramente una risposta a tutti quelli che si chiedono che cosa stia facendo qui o che pensano che io sia qui a non fare un cazzo. Come vedete sono molto attivo :-)

giovedì 8 maggio 2008

Sabadoni on the road


E dopo il weekend a Indianapolis non posso che tornare a un'altra esperienza indimenticabile. Il sabadoni on the road new york state tour! I numeri sono iniziati già al noleggio della superjeep categoria "compact" con un incomprensibile dialogo con la tipa per non capire se era assicurata o no. La colazione già ha presentato le sue sorprese, e i sabadoni sanno di che sto parlando. Poi giù per il bronx, e su a risalire l'hudson fino a Woodstock. Dove l'attività principale dei sabadoni è stata fotografare tombe degli artisti sconosciuti nel cimitero sbagliato. E poi un po' di laghi qua e la tra le Catskill mountains. Come nn ricordare un sabadone che ci mette 20 minuti a fotografare la linea di mezzo della strada, mah. La visita al caleidoscopio più grande del mondo ci ha poi cambiato la vita, direi in peggio. E una ferrovia nel nulla dove un'altro sabadone è stato ore a fare foto a un'altro sabadone appeso a un treno. E poi Ithaca, questa sensazione di casa, giocare a bigliardino il massimo della trasgressione. E poi su per il lago Seneca, gli Irokesi e le cascate. E soprattutto i dieci bicchieri di vino della degustazione dell'unico posto dove fanno il vino senza vigne. E poi ancora su fino al lago Ontario, dove di fronte all'immensità della calma distesa d'acqua i sabadoni hanno tirato le pietre. E qualcuno anche le chiavi della macchina. Poi Wal Mart, e qui non so se ridere o piangere. E infine ancora in viaggio fino a Clayton, a Thousand Island una splendida cena di pesce a due passi dalla correction facility. Un bel motel da regolamento di conti, e una bella incursione in jeep nel parco naturale il giorno dopo. E poi le turisticissime cascate del Niagara, con un pilota che non capisce la differenza tra Canada e Stati Uniti. E io che rischio seriamente di passare mesi su un ponte sul confine!!!! E poi Cleveland, una bella bisteccazza, ancora acquisti del cazzo da wal mart, la rnroll hall of fame e i Cleveland Indians. Ma che volete di più? La mia mente è ancora annebbiata, e voi sapete perchè. Questi sono i miei ricordi. Del viaggio di ritorno so solo che è stato ancora più assurdo. Quindi commentate sabadoni, con andeddoti e altre storie ;-) sento già puzza di sabadoni qui sul blog.

sabato 3 maggio 2008

Maragliate americane


Qui è effettivamente tutta colpa di Spolzino, che mi ha trascinato nell'america più profonda, assurda e inquietante. Ovvero a Indianapolis. Lascio ai suoi commenti i racconti delle cose più incredibili. Nel video le Nascar, ste macchine americane lanciate in questo ovale gigantesco. Una vera maragliata americana. Da vedere.

giovedì 1 maggio 2008

Addio amici americani!


Nel mare di nostalgia che ormai pervade questi miei ultimi giorni qui non posso che dedicare un post a tutti gli amici americani, a tutte le persone che lascio qui, e che in questi giorni sto piano piano salutando. Qui siamo all'uscita di un bar, l'altra sera, con il mio amico Jimi.

mercoledì 30 aprile 2008

Il mio programma preferito


Dopo la prematura interruzione della stagione di Nip Tuc - le altre puntate saranno in autunno - il mio programma tv preferito - o show, come si dice qui - è il Colbert Report. Dissacrante, cinico, stupido, ironico, nonsense, critico, molto molto sarcastico. Mitico. E' tipo Luttazzi, se vogliamo un paragone italiano. Questo è un piccolo clip sull'Earth Day, ma sul sito ci sono i video, giorno per giorno, a una qualità pazzesca tra l'altro. Tutte le sere, mezzora totalmente dissacrante. Bellissimo. Torno a guardare la tv.

martedì 29 aprile 2008

-20 ... che impressione


Venti giorni e parto. Duecento cose ancora da fare, vedere, provare. Che impressione. Mi sembra di essere appena arrivato. Questa è una foto che ho fatto alla mia cameretta la prima settimana che ero qui. Un po' spoglia, un po' Van Gogh. Ora è impresentabile. Non ho nemmeno fatto in tempo ad abitarla un po' che già me ne devo andare. Quattro mesi sono pochissimo per stare in un posto, non fai in tempo ad abituartici un attimo che già devi andare via. Questa casa mi mancherà, i miei 150 mq personali dove posso fare un po' quello che mi pare, spazio per idee, lavori, polleggio. Immagino già che quando tornerò a Bologna tutto sarà stretto, le persone magre, e la città rumorosa. E poi reinizierò ad abituarmi da capo, piano piano, al solito posto. In questo impeto prenostalgico credo che da qui alla partenza metterò tante piccole cose, sul blog, tutto quel che mi viene in mente pensando a questi quattro mesi qui. Meno venti, che impressione.